Content marketing, (altri) 4 trend da sfruttare per migliorare l’efficacia dei tuoi contenuti

Content marketing, (altri) 4 trend da sfruttare per migliorare l’efficacia dei tuoi contenuti

Come ricorderete – di content marketing avevo già parlato qualche settimana fa, segnalando alcuni dei trend da seguire per restare al passo coi tempi, come mantenere una certa regolarità di pubblicazione secondo le abitudini e le inclinazioni del pubblico di riferimento, curare la qualità e il taglio editoriale dei contenuti e imparare a riutilizzare efficacemente quelli “datati”.

Facendo un giro fra blog e news media, però, mi sono reso conto che effettivamente c’è molto da dire a riguardo – così, oggi ho voluto scrivere questo articolo per “completare” la trattazione, e magari fissare un mezzo appuntamento per restare aggiornati sul tema (niente impegni fissi comunque, andrò a sensazione).

Detto ciò, ecco le 4 direttrici lungo cui si muoverà (probabilmente) il content marketing nei prossimi tempi.

1) Fra successi inaspettati e fallimenti, i marketers si stanno accorgendo che la qualità paga. Tradotto: preparatevi ad un cambio di marcia generale.

Se fino a qualche tempo fa il successo di un brand sui social media era determinato in larga parte da lampi di genio e colpi di fortuna (ve lo ricordate Will it Blend?), ora molte delle strategie che hanno sbancato sono state passate ai raggi X, si è fatta esperienza diciamo, e questo significa che molte aziende stanno acquisendo un know-how in materia che permetterà loro di alzare l’asticella della competizione, – soprattutto in termini di quali contenuti vengono letti, apprezzati, commentati, condivisi e, in ultima analisi, di quanto efficaci sono nel fidelizzare e coinvolgere gli utenti attorno al brand.

2) Social media e app stanno diventando il portone d’ingresso del Web: regolatevi di conseguenza.

Ora con questo non voglio dire che le ricerche su Google diventeranno inutili – anzi, ma per la maggior parte degli utenti (e quindi anche la tua fantomatica target audience) diventerà semplicemente più comodo trovare quello che cercano con un’app o sui social, soprattutto per quanto riguarda la valutazione e la scelta finale di servizi e beni di consumo.

Pensaci un’attimo: se devi decidere in quale ristorante andare a cena stasera (o in quale pizzeria d’asporto ordinarti una battuta coi fiocchi), dove vai a leggertela la recensione dei clienti? Ecco, appunto.

3) Gli elenchi chilometrici di buzzwords stanno iniziando a scocciare –  le sventagliate di hashtag pure, quindi cerca di andarci piano.

Sicuramente gli hashtag sono un modo geniale per filtrare contenuti, ed è anche vero che infilare la parola Mohammed Alì (buzzword: parola/termine di tendenza) da qualche parte nel tuo articolo la settima scorsa gli avrebbe fatto guadagnare punti agli occhi dell’Algoritmo Googoliano. Basta non esagerare.

L’importante è mantenersi sui 4 hashtag canonici – quelli che servono davvero, e soprattutto spendere le buzzword con parsimonia, senza usarli come esche per far diventare il tuo contenuto una specie di spam multi-argomento. Altrimenti si rischia di azzoppare un contenuto qualitativamente valido, ben targetizzato – anche perché gli utenti mica sono scemi, e dopo un po’ il “mi piace” te lo tolgono. Ed è dura, molto molto dura recuperare l’utente scocciato.

4) I dispositivi wearable stanno per prendere il sopravvento, l’Internet delle cose seguirà a ruota. Inizia a pensarci su.

All’evento organizzato da Contently a San Francisco lo scorso 19 maggio, Rebecca Lieb ha puntualizzato che entro il 2020 i dispostivi wearable (quindi Iwatch e compagnia bella) entreranno sul mercato, diffondendosi a ventaglio su ogni prodotto immaginabile, dai frigoriferi ai capi d’abbigliamento, e si creeranno quindi opportunità tutte ancora da immaginare per la diffusione di informazioni e contenuti attraverso questi dispositivi.

C’è poi il discorso dell’Internet delle Cose (altrimenti conosciuto come Internet of Things), che va a braccetto con quello dei dispositivi wearable, e rappresenta molto semplicemente il più grande business dei prossimi decenni, con aziende che hanno già iniziato a muoversi. Qui trovi un qualche spunto interessante per la tua prossima idea geniale. In caso, fammi sapere.

 

Hei tu! Allora, ti è piaciuto l’articolo? Hai altro aggiungere in proposito? Spunti, riflessioni, critiche, argomentazioni che ritieni interessanti? Se pensi di avere qualcosa da dire, condividi il tuo pensiero con me, sarò entusiasta di parlarne e discuterne apertamente!

 

 

 

 

(la cosiddetta content strategy; questa è un’altra storia, ma ne riparliamo settimana prossima, promesso).

Alessandro Bergamin
Alessandro Bergamin
Project Manager e Ceo di VoglioClienti, un' azienda innovativa che si occupa di strategie web per aumentare i clienti e le vendite. Appassionato di e-commerce e marketing, negli ultimi anni ha creato e gestito numerosi negozi online oltre che business paralleli.